Pulsossimetro migliore: da dito, palmare, da polso, pediatrico, i migliori pulsossimetri del 2020

Lo si utilizza nei centri medici e nelle visite domiciliari, ma anche in campo sportivo ed a livello domestico, da parte degli stessi pazienti, per controllare il proprio stato di salute generale. È ampio dunque il raggio di azione del pulsossimetro, uno strumento che monitora il livello di ossigenazione del sangue – o più precisamente la saturazione di ossigeno nel sangue –  misurando il quantitativo di emoglobina legata al sangue stesso. Valori compresi tra 95% e 100% sono solitamente considerati normali (ma oltre il 100% si può essere in presenza di iperventilazione), mentre valori racchiusi tra 90% e 95% individuano una lieve ipo-ossigenazione, e valori inferiori al 90% sono indice di un’ipossiemia, che rende necessarie analisi più accurate.

Dispositivo non invasivo, il pulsossimetro, anche noto come saturimetro o ossimetro, fornisce pure indicazioni concernenti altri parametri vitali del paziente – come vedremo nel dettaglio nel corso della trattazione – quali la frequenza cardiaca, la curva pletismografica e l’indice di perfusione. Pratico e leggero, prevede l’applicazione di un apposito sensore al dito, in particolare all’ultima falange, ma anche al piede o al lobo dell’orecchio, soluzione generalmente adottata in caso di neonati o bambini molto piccoli.

Come scegliere il migliore pulsossimetro

Semplice da adoperare e non di appannaggio esclusivo del personale sanitario specializzato, il pulsossimetro misura la saturazione di ossigeno nel sangue in modo assolutamente indolore, il che spiega il suo utilizzo su qualunque tipo di paziente, anche neonati e bambini – come ora ora anticipato – o anziani. Utile in presenza di patologie cardiache, malattie polmonari croniche ed asma bronchiale, è indicato anche per quelle attività sportive ad elevata altitudine, come le escursioni in montagna ad esempio.

Si compone di una parte adibita alla predetta misurazione della saturazione di ossigeno nel sangue, e di una destinata al calcolo ed all’elaborazione del risultato. La prima si “sostanzia” in una sonda , una sorta di pinza posizionata generalmente sul dito (ma anche sul piede o sul lobo dell’orecchio, come già sottolineato); la seconda raccoglie i dati forniti dalla sonda, elaborandoli ed inviando il risultato numerico ottenuto allo specifico monitor di cui l’apparecchio è dotato. Nei dispositivi di più recente introduzione sul mercato, tuttavia, sonda, unità di calcolo e monitor sono tutti “unificati” in una sola componente, così da semplificare l’utilizzo ed il trasporto dei dispositivi stessi.

Fatta questa breve premessa – necessaria per poter “visualizzare” il pulsossimetro, per comprendere come si “presenta” – ci si chiede come veicolare il proprio acquisto verso il “migliore” strumento, quello cioè più adatto alle proprie necessità. Scelta certamente più ardua, questa, per coloro i quali si avvicinano per la prima volta ad un dispositivo di questa tipologia. Come procedere dunque? Oltre a badare alla tipologia verso cui indirizzarsi, intervengono specifici criteri-base, imprescindibili e indispensabili: innanzitutto i dati medici offerti dall’apparecchio ed una chiara leggibilità degli stessi sull’apposito display, ma anche le funzioni e gli accessori. Ci occupiamo di questi e degli altri importanti parametri a cui prestare attenzione nei paragrafi che seguono.

Tipologie di apparecchio

Il mercato offre 5 tipologie di pulsossimetro, che elenchiamo qui di seguito:

  • Da dito. Tipologia più comune perché compatta e dal costo contenuto, è utilizzabile agevolmente da chiunque, sia a casa che fuori.
  • Palmare. Costituito da una sonda e da un monitor portatile, si rivela più preciso nella misurazione rispetto all’apparecchio da applicare al dito, ma è di maggior ingombro e adoperabile esclusivamente da personale specializzato.
  • Da polso. Indossato come orologio, perché destinato ad un monitoraggio continuo, è utilizzato essenzialmente dai medici: alcuni apparecchi di questa tipologia sono dotati del cavo collegante la sonda al display, altri invece funzionano con wifi e bluetooth.
  • Da tavolo. Presente all’interno di strutture mediche, è simile al pulsossimetro palmare, ma di dimensioni superiori.
  • Pediatrico. Previsto specificamente per i bambini, si caratterizza per appositi sensori anti-movimento, in presenza di possibili “spostamenti” dei bambini stessi durante la misurazione.

Dati medici forniti

La quantità e il tipo di dati medici che il pulsossimetro può fornire all’utente costituiscono un parametro di estrema importanza al momento della propria scelta: a seconda della costanza nell’utilizzo e dei motivi per cui si adopera questo strumento, infatti, saranno indispensabili o meno determinate informazioni. Qui di seguito elenchiamo i dati medici che risultano sul display oppure su PC attraverso specifico software:

  • Calcolo della saturazione arteriosa di ossigeno, individuata mediante un valore numero con la sigla “SpO2”.
  • Frequenza cardiaca, cioè il numero dei battiti del cuore al minuto, visualizzati attraverso numero o grafici, con una barra mostrante il “comportamento” degli stessi.
  • Curva pletismografica, ossia il tracciato dell’andamento della pulsazione cardiaca.
  • Indice di perfusione, indicante l’intensità della pulsazione nel punto in cui l’apparecchio è collocato.
  • Selezione di determinati valori limite, sia minimi che massimi, il cui mancato rispetto è indicato da una segnalazione acustica.
  • Registrazione continua, per un massimo di 24 ore di registrazione no-stop dei dati medici.
  • Confronto dati, ossia memorizzazione – da parte di alcuni modelli – di più registrazioni di un medesimo utilizzatore nonché di utilizzatori diversi. Per produrre statistiche mediante un’analisi dei risultati andando indietro nel tempo.

Leggibilità del display

Quella della leggibilità del display è una caratteristica a cui prestare molta attenzione in sede di acquisto, poiché quanto più esso sarà leggibile tanto più semplice sarà l’utilizzo del pulsossimetro da parte di un maggior numero di utenti appartenenti a diversi target. Ciò vale soprattutto per le persone anziane, scarsamente familiari con la tecnologia, ma anche per coloro i quali hanno problemi di vista o per chi non ha nozioni di medicina.

Sono vari i fattori che concorrono alla leggibilità del display, da intendersi come chiarezza con cui l’apparecchio in oggetto “traduce” i diversi dati in segni grafici comprensibili sul display stesso. Innanzitutto le dimensioni e la risoluzione dello schermo, la quale ultima, in particolare, acquista un “ruolo” di tutto rispetto, se si considera che display più chiari e nitidi – corrispondenti generalmente a pulsossimetri di maggiore costo – assicurano una visualizzazione dei dati mediante una grafica ad elevata risoluzione. E la differenza con i modelli di costo inferiore può risultare determinante: un aspetto, questo, a cui badare in sede di acquisto. Elemento secondario si rivela invece quello relativo alle dimensioni del display, poiché esse tendono a variare lievemente.

Da preferire, inoltre, uno schermo a colori, caratterizzato dalla massima leggibilità di numeri, grafici e statistiche, così come uno che risulti ordinato e logico, tale da garantire la semplice comprensione di tutte le informazioni di cui si necessita. Alcuni modelli poi, di solito di una fascia di prezzo medio-alta, si caratterizzano per la funzione di rotazione della visualizzazione dello schermo (di tipo verticale o orizzontale), mentre altri permettono di selezionare differenti livelli di luminosità dello schermo stesso (sino ad otto, negli apparecchi più costosi ed innovativi dal punto di vista tecnologico), per una migliore adattabilità ai bisogni dell’utente di riferimento.

Tipologia di alimentazione

Anche la tipologia di alimentazione del pulsossimetro al quale si è interessati è un fattore da valutare attentamente, poiché essa inciderà sulla praticità di utilizzo, sulle prestazioni e sulla frequenza di manutenzione del dispositivo. L’opzione è tra un modello alimentato con pile sostituibili e uno alimentato con batteria ricaricabile mediante un tradizionale cavo collegato alla presa della corrente elettrica. Verso quale delle due tipologie indirizzare la propria scelta? Entrambe presentano aspetti positivi ed aspetti che lo sono un po’ meno: vediamo perché.

  • Pile sostituibili. Proprie degli apparecchi appartenenti ad una fascia di prezzo medio-bassa, le pile sostituibili sono rappresentate dalle comuni pile stilo o mini-stilo. I modelli funzionanti con questo tipo di alimentazione hanno l’indubbio vantaggio di non far dipendere il loro funzionamento dalla corrente elettrica, ma necessitano – di contro – di una più precisa e costante manutenzione: bisogna infatti prestare attenzione allo stato della batteria ed avere sempre un paio di batterie di riserva, per non incorrere nel rischio di aver bisogno del pulsossimetro e non poterlo adoperare perché scarico.
  • Batteria interna ricaricabile. Tipologia di alimentazione caratterizzata da una batteria interna non sostituibile, e da ricaricare attraverso rete elettrica, è presente nei modelli più costosi. Si tratta di modelli wireless, in quanto una volta ricaricato, l’apparecchio può essere rimosso dall’apposito cavo: modelli utilizzabili quindi ovunque ed in qualsiasi momento, anche fuori casa, senza la necessità di disporre sempre di una presa di corrente.

Materiali

Non è la tanto la tipologia dei materiali – essenzialmente plastica per tutti i pulsossimetri – quanto piuttosto la qualità degli stessi ciò che conta in sede di acquisto, e ciò sia dal punto di vista della solidità che della sicurezza. Preferibile, al riguardo, veicolare la propria scelta verso un brand noto, per essere certi che il prodotto selezionato si caratterizzi per un materiale di qualità, antiallergico ed atossico.

Funzioni

Rappresentano un fattore di tutto rispetto, in quanto vanno ad incidere sulla praticità e facilità di utilizzo del prodotto: come è facilmente intuibile, tuttavia, ad un maggior numero di funzioni corrisponde anche un maggior prezzo, aspetto da valutare attentamente in sede di acquisto. Perché magari chi non necessita di controllare specifiche problematiche o patologie, può indirizzarsi anche verso un pulsossimetro dal costo più contenuto.

Detto ciò, ecco illustrate qui di seguito le funzioni contemplate dall’apparecchio in oggetto:

  • Memoria. Non sempre presente nei dispositivi più semplici ed economici, si rivela molto utile per coloro i quali hanno  bisogno di effettuare un controllo sistematico dei livelli di ossigeno nel sangue in vari momenti della giornata o in vari giorni.
  • Arresto automatico. Funzione prevista da alcuni strumenti, prevede lo spegnimento automatico dopo un paio di minuti di inutilizzo, al fine di evitare inutili consumi.
  • Avviso di sostituzione della batteria. “Sotto forma” di un LED luminoso o di un’immagine presente sullo schermo, è una funzione che permette di regolarsi di conseguenza, con un’adeguata manutenzione, così da non rischiare di ritrovarsi con un pulsossimetro scarico.
  • Misurazioni continue. Di grande aiuto per chi soffre di determinate patologie o è in prossimità di un esame medico, questa funzione consente di eseguire misurazioni sino ad un massimo di 24 ore.
  • Connessione al computer e Bluetooth. Sono “proprie” dei modelli più avanzati e costosi. La prima funzione prevede la possibilità di connettere attraverso un cavo il proprio apparecchio al computer, scaricandovi tutti i dati delle registrazioni eseguite. La seconda, invece, consente di mettere in comunicazione l’apparecchio stesso ad altri dispositivi, come il tablet o lo smartphone, “trasferendo” su questi ultimi, in tempo reale, ogni misurazione: per analizzarla, salvarla, o produrre grafici.

Accessori

Non sono decisivi al momento della scelta, ma completano ed arricchiscono il prodotto, rendendolo più funzionale e pratico nell’utilizzo, nonché sovente anche più caro. Alcuni accessori – come le pile ed i caricatori – sono sempre a corredo del dispositivo, anche se appartenente alla fascia di prezzo più bassa, altri invece – come la custodia – si rivelano particolarmente rilevanti per quegli utenti che necessitano di controllare il livello di ossigenazione del sangue più volte nell’arco della giornata e si trovano fuori casa, per lavoro o motivazioni personali.

Fatta questa premessa, ecco qui di seguito elencati gli accessori di cui può essere fornito un pulsossimetro:

  • Pile e caricatore. Quanto alle prime, una pila per far funzionare immediatamente l’apparecchio è sempre inclusa nei modelli con alimentazione attraverso batterie ricaricabili, laddove invece pile extra si riscontrano solo nei prodotti più ricercati e costosi. Un caricatore, invece, è sempre presente negli apparecchi con batteria interna ricaricabile mediante cavo.
  • Custodia. Generalmente “appannaggio” dei pulsossimetri di fascia di prezzo media a salire, è di piccole dimensioni e di colori e materiali diversi. Può inoltre essere impermeabile o meno.
  • Laccetto. Previsto da determinati modelli, è una sorta di cordoncino che si incastra in uno dei lati dell’apparecchio, consentendo di appenderlo al collo o ad un gancio della parete, o, ancora, di trovarlo agevolmente nella propria borsa.
  • CD con software per PC. Previsto esclusivamente dai dispositivi che permettono un collegamento al computer fisso o portatile, il CD si caratterizza per la presenza di un apposito programma per la visualizzazione, memoria, analisi e stampa di relazioni sugli andamenti dei dati raccolti con il pulsossimetro.
  • Cavo USB. Accessorio anch’esso riscontrabile – come il precedente – solo nei modelli (di fascia medio-alta ed alta) che danno la possibilità di collegarsi al proprio PC, è un cavo che assurge anche a caricatore della batteria.

Funzionamento

Come esposto, il pulsossimetro si adopera per valutare la saturazione di ossigeno nel sangue, indice ematico che consente di stabilire il livello di funzionalità respiratoria dell’individuo. Ma qual è il principio di funzionamento alla sua base? È la spettrofotometria, una tecnica analitica, qualitativa e quantitativa tramite cui è possibile riconoscere e quantizzare una sostanza in base al suo spettro di assorbimento della luce.

Nel caso specifico, la sonda dell’apparecchio in oggetto è fornita di una sorgente – sita su una delle braccia della pinza – che produce una radiazione luminosa a specifiche lunghezze d’onda (che ricadono nell’intervallo della luce rossa e infrarossa, rispettivamente 660 nm e 940 nm). I fasci di luce rossa ed infrarossa “superano” il dito ed i tessuti che lo costituiscono, sino a giungere al rilevatore collocato sull’altro braccio della pinza, e durante questo passaggio sono assorbiti dall’emoglobina legata all’ossigeno (ossiemoglobina o HbO2) e dall’emoglobina non legata (Hb). La differenza nella modalità di assorbimento dell’emoglobina legata all’ossigeno e di quella non legata fa sì che il pulsossimetro possa calcolare la saturazione di ossigeno, il cui valore comparirà poi sull’apposito monitor dello strumento.  Alla luce del principio di funzionamento sul quale è fondato lo strumento stesso, è di estremo rilievo che la sonda sia applicata in un’area del corpo dalla circolazione superficiale.

Modalità di utilizzo

Abbiamo visto che il mercato mette a disposizione diverse tipologie di pulsossimetri, tuttavia i più comuni sono quelli da applicare al dito (o al lobo delle orecchie) mediante clip, una sorta di piccole mollette. Di grande semplicità è l’utilizzo del dispositivo in oggetto: basta infatti collegarlo alla corrente elettrica attraverso lo specifico alimentatore a corredo, e, una volta acceso, inserire il dito in modo tale che il LED illumini la parte centrale dell’unghia. Dunque attendere qualche minuto per la lettura dei dati medici occorrenti. Si raccomanda di non muoversi troppo durante l’utilizzo stesso, assumendo una posizione confortevole senza essere in tensione con nessuna parte del corpo. Così come si suggerisce di appuntare i valori delle rilevazioni effettuate in agenda, e di consegnarla al medico, in modo tale da consentirgli di disporre di tutte le misurazioni quotidiane.

Controindicazioni ce ne sono? No, l’uso del pulsossimetro non presenta rischi né controindicazioni: il suo essere non invasivo ne fa uno strumento pratico ed utilizzabile da chiunque.

Svantaggi e limitazioni d’uso

Degli aspetti positivi del pulsossimetro abbiamo già discusso nel corso della trattazione: la semplicità d’utilizzo e velocità della misurazione, il suo essere non invasivo e totalmente indolore, la possibilità di utilizzo anche da parte di personale non sanitario e non specializzato, nonché quella di rilevare anche altri importanti parametri vitali del paziente. Ci si chiede dunque, a questo punto, se sono riscontrabili svantaggi e limitazioni d’uso. Sì, e dipendono da possibili “ostacoli” ad una corretta lettura delle informazioni, determinati da specifiche condizioni. Ecco quali:

  • Vasocostrizione. In presenza di vasocostrizione periferica del paziente, l’afflusso di sangue trasportato potrebbe risultare limitato, con una conseguente possibile errata misurazione da parte del dispositivo in oggetto.
  • Anemia. In caso di forte anemia, il pulsossimetro potrebbe rilevare elevati valori di saturazione anche quando la quantità di ossigeno nel sangue è scarsa.
  • Possibili movimenti del paziente. Movimenti bruschi, sia volontari che involontari, possono essere causa di alterazione della misurazione: il dispositivo rileva infatti la lunghezza d’onda generata dalla luce che colpisce il sangue, ed un movimento imprevisto può pregiudicare la precisione della misurazione.
  • Smalto colorato sulle unghie. Smalti di colore scuro, come il nero, il blu ed il verde, “coprono” il fascio luminoso, rendendo inefficace la misurazione.
  • Blu di metilene. La presenza di questo composto organico nel circolo ematico può essere causa di assorbimento delle radiazioni luminose emesse dall’apparecchio, con conseguente produzione e lettura di dati non esatti.

 

Ai fini di una maggiore memorizzazione, riassumiamo nella tabella qui seguito la tematica dei vantaggi e degli svantaggi derivanti dall’utilizzo del pulsossimetro:

Vantaggi e svantaggi del pulsossimetro

VantaggiSvantaggi/Limitazioni di utilizzo
- semplice da usare
- utilizzabile da chiunque
- non invasivo e del tutto indolore
- in grado di rilevare anche altri dati oltre a quelli relativi alla saturazione di ossigeno nel sangue (ad esempio la frequenza cardiaca)
- vasocostrizione
- anemia
- eventuali movimenti del paziente durante la misurazione
- smalto colorato sulle unghie
- blu di metilene

Pulizia e manutenzione

Piccoli accorgimenti mantengono pienamente funzionante nel tempo il proprio apparecchio. Innanzitutto è di fondamentale importanza tenere lontano da fonti di calore e di freddo, così come da luoghi umidi, l’apparecchio stesso, ricordando di pulirne regolarmente la superficie prima di ogni utilizzo.

A tale scopo ci si può servire di un panno morbido intinto nell’alcol isopropilico al 70% o nell’alcool medico, prestando attenzione a non versare o spruzzare liquidi sullo strumento e a non far scorrere alcun liquido all’interno dello strumento stesso. Lasciare poi asciugare del tutto prima di un nuovo utilizzo. Prima di procedere alla misurazione, inoltre, è necessario pulire la gomma dove si introduce il polpastrello adoperando un panno morbido e asciutto leggermente intriso di alcool medico al 75%. Nonché pulire il dito con alcool medico prima e dopo l’uso dello strumento in oggetto.

È importante poi, ai fini di una corretta manutenzione, rimuovere le batterie dall’interno del pulsossimetro se si prevede di non adoperarlo per un lungo periodo di tempo, provvedendo altresì alla sostituzione delle predette batterie quando l’apposito indicatore è acceso.

Prezzi e marche specializzate

Indicativi delle specifiche caratteristiche del prodotto di riferimento – quali, ad esempio, le funzioni o un display altamente leggibile – i prezzi di un pulsossimetro vanno, orientativamente, da 20 Euro circa a 200 Euro circa. Un apparecchio di costo contenuto sarà la scelta di coloro i quali faranno dell’apparecchio stesso un utilizzo occasionale perché non affetti da patologie che richiedono un controllo costante. Laddove invece uno strumento di maggiore costo sarà preferito da quegli utenti che sono alla ricerca di affidabilità e solidità da parte di un dispositivo di cui si serviranno con frequenza. La scelta è soggettiva, e dipendente dalle proprie esigenze al riguardo.

Per quanto concerne invece le marche a cui rivolgersi per l’acquisto del prodotto in oggetto, va segnalata un’ampia rosa di aziende nel settore, di qualità e fasce di prezzo diverse: ciò invita ad affidarsi a nomi conosciuti per assicurarsi di portare a casa un prodotto efficiente e preciso, e che duri nel tempo. Un brand noto, tra l’altro, è anche garanzia di un efficace servizio di assistenza in fase post-vendita, per qualunque problema possa verificarsi. Citiamo, in merito, Beurer, Gima, Medisana, Homiee, così come Pulox, Konjac, Viatom, Vitacarry.

Ilaria Galiano

Creativa e fantasiosa, ma anche riflessiva e determinata. Laureata in Giurisprudenza “atipica”, seguo e coltivo i miei sogni e le mie effettive ambizioni, emersi preponderatamente. Appassionata di scrittura e “curiosa” di ogni piccola grande novità tecnologica, fornisco agli utenti utili consigli in merito a prodotti che possono semplificare, migliorandola, la vita di tutti i giorni. Per un aiuto in quella che è la scelta più rispondente alle proprie esigenze.

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