Pulsossimetro e glucometro: qual è la differenza? Confronto, caratteristiche dei prodotti, guida all’acquisto

Pulsossimetro e glucometro sono due dispositivi di autocontrollo, uno controlla la saturazione di ossigeno nel sangue, l’altro il livello di glucosio.Entrambe i dispositivi sono molto utilizzati dalle persone che hanno delle patologie croniche, per cui devono seguire una certa cura e un certo stile divina, come ad esempio di diabetici.Ma quali sono le differenze tra uno e l’altro? Perchè sono importanti entrambi? Quali sono i migliori prodotti?Tutte domande a cui di seguito cercheremo di dare delle risposte complete, che possano chiarire le idee una volta per tutte.

 

Pulsossimetro e Glucometro: saturazione dell’ossigeno nel sangue

La pulsossimetria e dunque il pulsossimetro è la metodica che serve a rilevare la saturazione dell’ossigeno nel sangue, ma non so§apparecchio molto piccolo e maneggevole che può essere utilizzato in tutti i luoghi, infatti l’uso non è riservato ai centri ospedalieri ma è possibile trovarli anche a livello domestico, ecco il motivo per cui è un apparecchio per l’autocontrollo delle condizioni di salute.

Quando si parla di pulsossimetro ci si riferisce allo strumento utilizzato per la pratica della pulsossimetrica, quindi quello appunto designato per la misurazione della saturazione dell’ossigeno nel sangue.

La sonda del pulsossimetro è una sorta di pinza in cui viene inserito il dito, oppure il lobo dell’orecchio.

In genere tale sonda è collegata attraverso un filo all’unità di calcolo dove è possibile visualizzare i dati rilevati.

Funzionamento del pulsossimetro

Il funzionamento del pulsossimetro si basa sui fasci di luce rossa e infrarossa che irrorandosi da una delle due parti della pinza, oltrepassano il dito e arrivano all’altra parte della pinza.

In questo processo la luce viene assorbita dall’emoglobina e in questo modo vengono rilevate le particelle che risultano legate all’ossigeno.

In particolare modo è la luce a infrarossi a rilevare la quantità di ossigeno che riesce a legarsi all’emoglobina.

Per poter rilevare con precisione questo dato occorre che la sonda sia posizionata su una zona in cui ci sia un buon flusso superficiale, ecco perchè si pone sul polpastrello delle dita, a cavallo tra la pelle e l’unghia.

Interpretare i valori della saturazione è molto simile all’interpretazione della pressione sanguigna.

I valori compresi tra il 95 e il 100% sono considerati ottimale, quelli che superano tale range sono invece il campanello d’allarme per la possibile presenza di iperventilazione, mentre quelli inferiori stanno ad indicare che non c’è un livello soddisfacente di ossigeno nel sangue.

Pulsossimetro: possibili errori

Nonostante una tecnologia molto avanzata e la sempre maggiore precisione dei pulsossimetri è possibile che alle misurazioni dia dei valori errati, questo può dipendere da determinate condizioni del paziente.

Ad esempio la presenza di vasocostrizione che fa in modo che nelle periferiche ci sia un afflusso di sangue limitato che non permette la corretta misurazione

Lo stesso vale in caso di anemia, di movimenti del paziente durante la misurazione, o la presenza di smalto sulle unghie.È inoltre importante precisare che il pulsossimetro misura la percentuale di emoglobina legata a un gas, ma non è in grado di distinguere quale tipo di particella gassosa.In condizioni normali il sangue si lega all’ossigeno ma in caso di intossicazione da monossido di carbonio si unisce a un’altra tipologia di gas e questo il pulsossimetro non è in grado di rilevarlo.

Pulsossimetro e Glucometro: il glucometro

Si è fin qui parlato del pulsossimetro e speriamo di aver chiarito sia il suo funzionamento che le motivazioni per cui deve essere utilizzato.

Come accennato in precedenza il glucometro è l’apparecchio utilizzato per la misurazione del tasso di glucosio nel sangue.

Anche se si stanno diffondendo prodotti che sono al tempo stesso pulsossimetri e glucometri, a tutt’ora i più diffusi sono quelli per la misurazione del solo glucosio, molto utilizzati per il controllo autonomo giornaliero dei soggetti affetti da diabete.

Il monitoraggio glicemico è molto importante soprattutto per i soggetti che si sottopongono a terapia insulinica e quindi prevenire casi di ipo o iperglicemia.Grazie all’autocontrollo è possibile prevenire tempestivamente in caso di problematiche di varia natura, come può ad esempio essere una crisi ipoglicemia.A tal proposito il glucometro è in grado anche di indicare alla persona diabetica se sta seguendo un corretto stile alimentare oltre ad indicare se ci sia o meno il bisogno di intensificare l’attività fisica.Importante specificare che tutti i vantaggi di cui si è fin qui parlato derivano dal corretto utilizzo del glucometro e dall’attenzione a essere seguiti da uno staff medico preparato.

Glucometro: come funziona

Il glucometro è caratterizzato da una penna pungidito e strisce reattive.

Per procedere all’autocontrollo si procede pungendosi un polpastrello con la penna, far uscire una goccia di sangue da porre sull’apposita zona della striscia che inserita nel misuratore rileverà la quantità di glucosio nel sangue.

A questo punto sarà importante annotare il valore glicemico per controllarne l’andamento nell’arco della settimana o della giornata, notando se ci sono o meno escursioni notevoli dei valori.

La frequenza con cui dovrà essere fatta la rilevazione, in genere è indicata dal medico curante, può andare da 2/3 volte al giorno fino a un paio di volte a settimana a seconda della gravità della patologia da cui si è affetti e il bisogno di tenerla sotto controllo.

In genere la misurazione avviene la mattina a digiuno e 2 ore dopo i pasti principali.

Per risultati affidabili

Come succede per ogni tipologia di macchinario che si utilizza per l’autocontrollo, è possibile che nella misurazione siano presenti errori accidentale dovuti a uno scorretto utilizzo del dispositivo.

In genere le misurazione del glucometro sono piuttosto accurate, proprio grazie ai progressi tecnologici che ci sono stati negli anni,

Ma nel caso di valori particolarmente alti o bassi è bene procedere a una doppia misurazione, in quanto ci possono essere dei fattori che non permettono il corretto utilizzo del glucometro.

Prima della misurazione è importante procedere a lavarsi le mani e prelevare la striscia di rilevazione dal suo contenitore e fare attenzione a non posizionarla su superfici sporche.

Fare inoltre attenzione alla data di scadenza delle strisce e che esse siano compatibili con il modello di glucometro utilizzato.

È comunque importante che l’automisurazione sia del dato rilevato dal pulsossimetro che da glucometro venga affiancata periodicamente da analisi del sangue specifiche, fatte in ambiente ospedaliero.

Nata a Torre del Greco in provincia di Napoli il 24 settembre 1990, dopo il diploma al Liceo delle Scienze sociali la mia istruzione ha subito una virata verso la Facoltà di Economia, che ho abbandonato a 6 esami dalla laurea, ma che prima o poi finirò. Amante della scrittura e della lettura, ho intrapreso la mia carriera da Copywriter quando aspettavo il mio gioiello Lorenzo Maria e da allora non ho fatto altro che studiare e migliorare nel mio campo.

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